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Quando e perchè rivolgersi ad uno psicologo

Provare ogni tanto malessere o ansia, sentirsi tristi o incompresi è inevitabile e non richiede necessariamente l’aiuto di un professionista anche perché talvolta il dolore può essere motivo di crescita. Quando tuttavia questa sofferenza perdura nel tempo, invade diversi ambiti della nostra vita ed è di forte intensità, rivolgersi ad un esperto può essere una soluzione efficace per riprendere in mano le redini della propria vita. Secondo l’approccio cognitivo, da noi utilizzato, la sofferenza umana non dipende tanto dagli eventi che accadono nella nostra quotidianità, quanto dall’interpretazione che ne diamo, cioè dai pensieri che facciamo e dalle emozioni e comportamenti che ne derivano. L’obbiettivo dello psicologo è quello di fornire alla persona “strumenti adatti” per superare problematiche e disagi interiori ma è la persona stessa ad avere un ruolo centrale ed attivo nel cambiamento.

Cerchiamo di sfatare alcuni pregiudizi sullo psicologo

1) Chi si rivolge ad uno psicologo è “matto”. In realtà la sofferenza psicologica è una condizione naturale, sperimentata da tutti nella vita, che implica la presenza di un malessere interno, non sempre definibile con precisione che può causare difficoltà a livello personale, sociale, lavorativo e familiare. Rivolgersi ad uno psicologo non implica essere “matti” ma essere consapevoli del proprio disagio.

2) “C’è da vergognarsi ad andare dallo psicologo ed è bene non dirlo in giro altrimenti chissà cosa potrebbe pensare la gente.” Lo psicologo non è uno stregone che utilizza nello svolgimento della sua attività rituali o magia. Lo psicologo è un professionista della salute mentale che basandosi su studi e ricerche utilizza strumenti scientifici (come tanti altri professionisti tra cui medici, ingegneri e scienziati). Così come si va dal dentista per farsi curare una carie perché provare imbarazzo nell’andare dallo psicologo per curare ad esempio l’ansia?

3) Chi va dallo psicologo è un “debole” che non sa risolvere da solo i propri problemi. In realtà rivolgersi ad uno psicologo è un atto di coraggio che implica da una parte, aver acquisito consapevolezza dei propri limiti e dall’altra, essersi assunti la responsabilità di mettersi in gioco per cambiare la situazione.